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SPETTACOLI 2020
OH DIO MIO!

Teatro Romano – sabato 11 luglio ore 21.15

PIERO NUTI  MIRIAM MESTURINO

con la partecipazione del giovane GABRIELE RACCA

OH DIO MIO!

una commedia di Anat Gov – regia Girolamo Angione

E se ti capitasse di avere come paziente DIO IN PERSONA??

Una commedia divertente e profonda, pervasa –nella migliore tradizione yiddish- da un umorismo sagace. L’edizione della Compagnia Torino Spettacoli di Oh Dio mio! di Anat Gov, nella traduzione di Enrico Luttmann e Pino Tierno, è diretta da Girolamo Angione. Protagonisti due beniamini del pubblico, a formare una coppia inedita e fortissima: Piero Nuti e Miriam Mesturino, con la partecipazione del giovane Gabriele Racca nel ruolo di Lior. La scena è curata da Gian Mesturino, le decorazioni da Cristina Hong Sang Hee e le musiche da Gabriele Bolletta.

In questo testo ironico, intelligente e surreale di una delle più importanti drammaturghe israeliane, la psicologa Ella, laica, ma desiderosa di una fede, madre single di un ragazzino autistico, riceve un paziente speciale, che dice di essere Dio. La donna inizialmente è perplessa, ma poi realizza di trovarsi veramente di fronte a Dio, un dio depresso, malato da 2000 anni, fragile seppur onnipotente, che sta meditando di spazzare il mondo con un nuovo diluvio universale. In un dialogo- terapia scoppiettante, ricco di battute divertenti e acute, Piero Nuti e Miriam Mesturino affrontano problemi esistenziali, il mistero della creazione, la vita umana, le ingiustizie, i dolori, da due punti di vista contrapposti, quello di dio , deluso, e dell'uomo, schiacciato da un dio crudele. Entrambi i personaggi sono forti ma estremamente fragili e trovano nella comprensione e nell'amore la via per affrontare dolori e delusioni, con un'apertura finale verso l'ottimismo, la fiducia e la speranza di momenti migliori, con il figlio di Ella, Lior, che per la prima volta riesce a dire "mamma".

Dalla recensione di Osvaldo Guerrieri su La Stampa: Provate ad immaginare una psicoanalista, una donna di successo professionale ma di vita ampiamente disastrata, che riceve la telefonata di uno sconosciuto la cui angoscia richiede un intervento d’urgenza. E immaginate ancora che questo sconosciuto, dopo un sussiegoso tergiversare, dopo essersi definito un artista famoso, dopo avere dichiarato un’età di 5766 anni e di non avere mai avuto né un padre né una madre, riveli di essere Dio e chieda alla sbigottita, incredula, nonché atea psicoanalista, un’ora di terapia. Ne ha bisogno – dice – per cercare di risolvere una secolare depressione e una tristezza incolmabile. Da qui, da questa paradossale premessa, esplode «Oh, mio Dio!», la densa, spiritosa e fortunata commedia di cui è autrice l’israeliana Anat Gov, morta di cancro nel 2012 a soli 59 anni, una donna a sua volta spiritosa e impegnata, tanto ironica verso il mondo, verso la politica del proprio Paese e verso se stessa, da esigere un funerale sulle note di una canzone dei Monty Python.

Dio è stanco. Dio vuole morire. (…) Non gli è rimasta una briciola dell’esaltazione di un tempo, quando creò il mondo, quando nel suo entusiasmo artistico inventò il sole, l’alba, la luna, la coccinella. Avrebbe dovuto fermarsi al quinto giorno. E invece… Invece cosa? gli chiede la donna. Invece andò avanti e di venerdì creò l’uomo. Anat Gov procede per scambi serrati. Nel suo irresistibile dialogare entrano il Talmud, Freud, la Genesi, l’Esodo, il libro di Giobbe. (…) Un dibattito esistenziale-teologico che non smette di avvincere lo spettatore neppure per un istante”.

IL SERVO ASTUTO (EPIDICUS)

Teatro Romano – sabato 18 luglio ore 21.15     IN PRIMA NAZIONALE

COMPAGNIA TORINO SPETTACOLI

ELIA TEDESCO   SIMONE MORETTO   VALENTINA MASSAFRA   ENZO MONTESANO

ALBERTO CASALEGNO GRETA MALENGO  FRANCESCO ISASCA STEFANIA PANARESE IRENE PELLISSIER

nella nuova bomba comica

IL SERVO ASTUTO (EPIDICUS)

di Gian Mesturino e Girolamo Angione da Epidicus di Plauto

regia Girolamo Angione con Simone Moretto

La cifra stilistica dei linguaggi multidisciplinari caratterizza anche questa nuova produzione plautina della Compagnia Torino Spettacoli. La vicenda raccontata è tutta incentrata  sulla figura del servus callidus, furbo e ingannatore, Epidico appunto, che deve fare appello a tutta la sua intelligenza e creatività per salvare, nascondere, reinventare gli amori del suo padroncino e risolvere brillantemente i guai da questo causati.  Plauto sembra che amasse moltissimo questa sua “creatura”, in cui Epidico mostra maestria nel far diventare verità la menzogna…

Epidico si conclude con la frase del protagonista: “questi è colui che si è conquistata la libertà con la sua malizia”. Un inno all’Intelligenza, quindi, e alla consapevolezza di sé, con i caratteri tipici del teatro dello scrittore latino più ricco di “aceto italico”. Epidico, un tipo furfantesco ma con singolare attitudine al comando che lo fa simile ad un pretore comico (come dice il suo stesso nome ”colui che amministra la giustizia” una sorta di magistrato alla rovescia), viene a sapere che il suo giovane padrone è tornato dalla guerra con un nuovo amore per una fanciulla, per il cui acquisto ha contratto un debito. Lo schiavo comunica al pubblico di essere nei guai per aver accontentato una precedente infatuazione del padroncino per una schiava suonatrice di  lira…

Quando sembra che l’intelligenza umana con le sue risorse sia al tappeto, interviene, inaspettata, un’occasione: ancora una volta è l’iniziativa umana a saperla cogliere. Quel che Epidico si inventa somiglia pericolosamente alla verità ma la realtà assume alla fine l’aspetto voluto dalle invenzioni del servo: tra il reale e l’immaginario i fronti si sovrappongono e si scambiano le parti. A trionfare è l’attitudine umana a determinare a colpi d’ingegno il proprio e l’altrui destino.

L’ORA DI TRIMALCIONE

Teatro Romano – sabato 25 luglio ore 21.15

FILIPPO BESSONE  AZIO CITI   LUCA OCCELLI

L’ORA DI TRIMALCIONE

per una serata divertente con Padre Filip, Padre York, Luca il Chierichetto e la ½ Ora canonica

scritto e diretto da Filippo Bessone

Questo nuovo lavoro caratterizzato da appassionante multidisciplinarietà, dà al personaggio di Padre Filip –riuscito e inusuale protagonista de L’ora canonica (edito da Araba Fenice)- nuovi, intriganti sviluppi che attingono a un ricco patrimonio popolare. Il Trimalcione del titolo, infatti, è uno dei personaggi che Petronio Arbitro ha saputo regalarci nel suo Satyricon. Da questa memoria antica prende avvio la girandola di Bessone grazie allo strumento del teatro-canzone in un percorso che ha nei suoi intenti il portare gioia e letizia alle genti.

“Mi lega a Filippo Bessone una fraterna amicizia. Questo tuttavia non mi trattiene dal provare una certa invidia per le sue qualità di raccontatore divertente e divertito di un'umanità che troppo spesso guardiamo senza veramente vedere. Le sue parabole laiche mi hanno fatto ridere e pensare” (Gianmaria Testa).

GALA’ di musica, danza e teatro con i G.E.T.

Teatro Romano – domenica 13 settembre ore 17

 

GALA’ di musica, danza e teatro con i G.E.T.

Una kermesse di giovani talenti che spazia dal grande repertorio del balletto classico alle nuove creazioni fino alla prosa brillante, proponendoci una selezione di quadri coreografici e musicali tratti dal repertorio del grande teatro musicale. Una scintillante antologia di momenti di spettacolo ed emozioni di ogni tempo portati in scena con bravura e passione trascinante; performance di assoluto livello, con tutto il fascino dei “Talent” (dal vivo, però!), con incasso a favore delle borse di studio e del progetto Liceo per attori e danzatori Germana Erba.