• An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
Festival Teatrale Ferie di Augusto a Bene Vagienna PDF Stampa E-mail

17°Festival Teatrale
FERIE DI AUGUSTO

al sito archeologico

di Bene Vagienna (CN)

da sabato 9 a sabato 23 luglio 2022

 

Il Progetto Ferie di Augusto a Bene Vagienna

e l’edizione 2022

Il Festival Teatrale Ferie di Augusto a Bene Vagienna rappresenta un appuntamento di valore artistico e culturale nel panorama delle manifestazioni estive, con una pluralità di proposte spettacolari prevalentemente ispirate al mondo antico ma capaci di parlare alla sensibilità e al gusto del pubblico contemporaneo e offre una mirabile occasione di animare gli spazi assolutamente unici di Bene Vagienna con una fruizione attiva e partecipata dell’evento spettacolare. Tutto questo è stato e continua ad essere il motivo per cui Gian Mesturino e Germana Erba, in sinergia con l’Amministrazione Comunale, diedero vita al Festival attraverso una convenzione pluriennale con due importanti realtà culturali piemontesi, la Fondazione Teatro Nuovo e la Compagnia Torino Spettacoli.

Il 17° Festival si svolge in quella straordinaria location che è l’antico Teatro Romano, all’aperto, all’interno del suggestivo sito archeologico, e nel centro storico.

Continua così, anche quest’anno, la valorizzazione della città d’arte di Bene Vagienna, piccola ma preziosa, che già nel corso delle passate edizioni ha aperto a questa manifestazione i suoi spazi storici e artistici più belli.

 

Il cartellone 2022, disegnato dalla direzione artistica di Torino Spettacoli, propone quattro titoli, con programmazione dal 9 al 23 luglio.

Il fil rouge è la riconquista della pienezza della vita teatrale nel duplice significato degli antichi luoghi di spettacolo che si animano nuovamente grazie alla programmazione festivaliera nel nome di Augusto e di un rito culturale collettivo che riprende progressivamente forza.

Gli appuntamenti si caratterizzano per il forte legame con il patrimonio teatrale, sia quello della classicità latina che quello in divenire, toccando le corde dei Grandi Processi dell’antichità firmati niente meno che dal più geniale avvocato di tutti i tempi, Cicerone, così come le corde della vis comica di  un maestro insuperato come Goldoni fino alla seta –continuando nella similitudine musicale che evoca l’arpa!- di talenti giovani, ambasciatori della serietà dei sogni che divengono professione e testimoni della rinascita culturale, con un omaggio al teatro-canzone di ispirazione petroniana, intriso di Granda firmato Filippo Bessone.

Lascito antico e sguardo al futuro per confermare la validità del teatro come bene fondativo, interrelato con il sistema di offerta artistico-turistica.

La riconquista del nostro retroterra si dimostra ampliamento della conoscenza di noi, della nostra identità di Italiani ed Europei e si mostra altresì strumento capace di produrre nello spettatore un salutare coinvolgimento di affetti e pensieri individuali e comunitari.

Questa 17esima edizione di Ferie di Augusto è gemellata con il prestigioso 24° Festival di cultura classica di Torino che si tiene a ottobre per un mese intero di vivace calendario culturale.

 

Il Programma Ferie di Augusto 2022


Antico Teatro Romano – sabato 9 luglio ore 21.15

Germana Erba’s Talents

Galà delle Arti Performative con i G.E.T. 

evento di commistione delle arti performative

a cura di Gabriele Bolletta, Antonio Della Monica, Simone Gullì e Gianni Mancini

I Germana Erba’s Talents, ormai un network su scala europea, sono testimoni e ambasciatori della riconquista di una vita teatrale attiva in una serata di forte suggestione fatta di danza, prosa, musical ed emozione. Questo vivaio è tra l’altro riferimento prezioso per i casting dei principali produttori cine-televisivi (da Rai a Disney) così come per Compagnie di danza e prosa di tutto il mondo (due esempi recentissimi: studente-danzatore di V Liceo Coreutico scritturato dai Grands Ballets Canadiens quindi con contratto dal giorno dopo l’esame di maturità e studentessa del Teatrale scelta come “voce” di un videogame diffuso in un miliardo- un miliardo!- di copie).

La struttura dell’evento prevede una selezione di alto livello dal grande repertorio del balletto classico e dalla coreografia contemporanea d’autore, fino ai quadri tratti dal repertorio del teatro musicale. Una scintillante antologia di momenti di emozioni di ogni tempo portati in scena con bravura e passione trascinante, con tutto il fascino dei “Talent” (dal vivo, però!), con incasso a favore delle borse di studio e del progetto Liceo per attori e danzatori Germana Erba.

*

 

Antico Teatro Romano - venerdì 15 luglio ore 21.15

Piero Nuti

Processo a un cittadino

scritto e diretto da Piero Nuti da Pro Archia poeta di Cicerone

con Elia Tedesco

Processo a un cittadino è un nuovo lavoro nato nel contesto dei “Grandi Processi dell’antichità – lo spettacolo della giustizia” nei quali Torino Spettacoli ha un’esperienza produttiva quasi trentennale.  Il concetto di cittadinanza è mobile, si è evoluto e continua a evolversi in relazione al periodo storico, al territorio, alle civiltà e alle istituzioni: si adatta per rispondere ai fenomeni politici, sociali, culturali ed economici. Variano i contenuti stessi della cittadinanza, in termini di diritti e doveri dei cittadini, e variano i criteri per l’acquisizione della cittadinanza. Dal mondo antico alla cittadinanza globale, le suggestioni sono molte. Correva l’anno 62 a.C. quando Cicerone assunse la difesa di Archia che era stato attaccato in realtà per interessi politici per colpire indirettamente L. Licinio Lucullo, uomo di spicco e nemico di Pompeo Magno. La famiglia dei Luculli aveva da sempre accolto poeti e filosofi e tra loro figurava anche l'imputato Archia. Il processo fu intentato in seguito all'approvazione della Lex Papia, con la quale si espellevano gli stranieri da Roma e si cercò di far ricadere Archia all'interno di questa categoria affermando che non era in possesso della cittadinanza. Cicerone, vecchio discepolo di Archia, durante la sua arringa presenta come ovvio il diritto di cittadinanza e evidenzia i grandi meriti del poeta, atti a  valergli la cittadinanza anche nel caso non la possedesse. Uno dei temi ricorrenti in modo frequente all'interno dell'orazione è quello dell'humanitas e quelli, ad esso strettamente collegati, degli studia e della concezione del poeta. Questa orazione vuole sottolineare l’importanza per ogni uomo di crearsi un solido bagaglio culturale e una buona padronanza dell’arte della parola, che sono competenze essenziali per i cittadini romani, soprattutto per coloro che intendono svolgere un’attività pubblica. Un testo che è una miniera e una scoperta con la guida di un vulcanico 93enne “grande vecchio” della scena: Piero Nuti.

*

Antico Teatro Romano – sabato 16 luglio ore 21.15

Miriam Mesturino Luciano Caratto Alessandro Marrapodi

Barbara Cinquatti Stefano Fiorillo Maria Elvira Rao  Stefano Bianco

La Locandiera

di Carlo Goldoni – regia Enrico Fasella

Il capolavoro goldoniano, scritto interamente in lingua italiana, narra la strana “avventura” di una giovane donna, Mirandolina, serva e padrona al tempo stesso di una locanda fiorentina. La figura di questa servetta è stata ripresa dalla Commedia dell'arte. Con la riforma goldoniana, questo personaggio si modernizza divenendo “donna di garbo”. E’ significativo sottolineare come la storia di Mirandolina –andata in scena al teatro Sant’Angelo di Venezia il 26 dicembre 1752- che rifiuta Conti, Marchesi e Cavalieri, per impalmare Fabrizio, umile borghese quanto lei, al fine –neanche troppo dissimulato– di governare meglio la locanda, sia una tipica allusione alla novità dei rapporti tra borghesia e nobiltà, in quel particolare momento storico. Mirandolina è un’ottima locandiera, tesa soprattutto a far funzionare alla perfezione il suo albergo, e con grande senso pratico, mescolato al sapiente uso dell’ingegno – più che delle armi di seduzione –finisce per chiedere a Fabrizio, onesto innamorato senza illusioni, di sposarla, facendosi beffe di tutti gli altri spasimanti. Sono gli altri personaggi invece, a risultare condannabili: il Conte parvenu e spendaccione; il Marchese spocchioso visionario d’una antica ricchezza e d’una presente, inutile nobiltà e il Cavaliere misogino ma più di ogni altro raggirabile e ingenuo.

Torino Spettacoli prosegue nel progetto Goldoni a Torino, nato da Germana Erba e Enrico Fasella, che per il 2022 contempla la ripresa de La Locandiera, sia in Italia che in Brasile. Celebrare Goldoni significa ricordare a un’Europa che cerca l’unità della sua cultura l’eredità preziosa lasciata da un autentico genio del teatro.

 

*

Antico Teatro Romano – sabato 23 luglio ore 21.15

Filippo Bessone e la ½ Ora canonica 

Il ritorno di Trimalcione

scritto e diretto da Filippo Bessone

Continua una saga teatrale di matrice multidisciplinare per un interprete della comica e amara riflessione attuale, attore e cantante di intenso feeling con il pubblico.

Questo nuovo lavoro dà al personaggio di Padre Filip –riuscito e inusuale protagonista de L’ora canonica (edito da Araba Fenice)- nuovi, intriganti sviluppi che, più che guardare al futuro, attingono a un ricco patrimonio popolare, ispirandosi a un passato legato alla letteratura latina antica. Il Trimalcione del titolo si ispira a uno dei personaggi che Petronio ha saputo regalarci nel suo Satyricon. L’episodio di petroniana creatività rappresenta uno spaccato (grottesco ed efficacissimo) della società del tempo. Da questa memoria antica prende avvio la personale girandola di Filippo Bessone che continua nell’esplorazione dell’odierno, del passato e del senza tempo, grazie allo strumento del teatro-canzone.

“Mi lega a Filippo Bessone una lunga e fraterna amicizia. Questo tuttavia non mi trattiene dal provare una certa invidia per le sue qualità di osservatore e di raccontatore divertente e divertito di un'umanità e di un quotidiano che tutti abbiamo a tiro di sguardo, ma che troppo spesso ci limitiamo a guardare senza veramente vedere. (Gianmaria Testa).